Un anello che reinterpreta
un gesto quotidiano.Trasformandolo
in atto di design.Perché? Avremmo potuto progettare una pinza, un porta-joint, un gadget qualunque. Abbiamo scelto un anello. Perché un anello è già un simbolo. Lo portiamo per ricordare qualcosa, o qualcuno. È l'oggetto più piccolo e più carico che esista nel vocabolario quotidiano. J.ME nasce da questo cortocircuito: prendere la forma più simbolica che conosciamo — la fede — e farla incontrare con un gesto che è già di per sé un rituale di condivisione. Accendere qualcosa, passarlo, riprenderlo, farlo girare. Lo facciamo da sempre, con le persone giuste.
Da qui i materiali. La plastica per il gesto di tutti i giorni, quando l'oggetto serve e basta. I materiali preziosi per quando il gesto diventa patto: lo regali a una persona sola, in una scatola, senza spiegazioni. Non è romantico. È più di questo. Una fede non promette amore. Promette presenza.






